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VISITA AL DUOMO DI MONREALE

VISITA AL DUOMO DI MONREALE

Venerdi 17 gennaio andando a Monreale per la programmata visita al Duomo abbiamo percosso Corso Calatafimi a partire da Piazza Indipendenza ed il ricordo corre a quanto descritto da Carlo Castone Della Torre di Renzonico nel suo Viaggio della Sicilia del 1793.

“ La strada è bellissima e devesi all’arcivescovo Monsignor Testa di Nicosia. Indicibile diletto provai nell’ascendere per comodissimi sentieri……..Molte fontane ricreano lo stanco passeggiero, ed opportune vedette e sedili l’invitano ad arrestarsi.”

Chissà l’impressione del Conte di Renzonico oggi percorrendo lo stesso itinerario che comunque ci ha condotto nella cittadina normanna.
Ad accogliere il nutrito gruppo di nobili cavalieri e dame, loro familiari ed amici il delegato vicario Cavaliere di Gran Croce di Grazia Antonio di Janni del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio che ha promosso l’iniziativa ed il Parroco del Duomo don Antonio Gaglio che ha accompagnato il gruppo alla scoperta del grandioso tempio edificato da Guglielmo II detto il Buono negli anni 1172 – 1176. Chiesa consacrata il 26 agosto 1176 e dedicata alla Madonna Assunta. Lo stesso giorno il sovrano con il documento chiamato “La bolla d’oro” donava terre e castelli anche fuori dai confini siciliani nelle mani di Teobaldo che fu il primo abate e vescovo di Monreale.

monreale duomoDivenuta sede arcivescovile nel 1183, la cattedrale venne dedicata a Santa Maria La Nuova, intitolazione che mantiene l’attuale parrocchia. L’imponente edificio essenziale nelle linee geometriche dei prospetti, richiama l’attenzione del visitatore per il portico realizzato nel 1770 da Ignazio Marabitti e per la porta regia composta da formelle in bronzo con richiami ai racconti biblici. Nel lato settentrionale un’altro portico essenziale ed elegante.
L’interno è stupefacente, il nostro don Nicola non ha mancato di sottolineare la sfolgorante finissima bellezza dei mosaici e delle cappelle del duomo, una chiesa a tre navate con ben oltre 6.400 mq. di mosaici (è la seconda chiesa al mondo ad avere così vasta raffigurazione musiva, dopo Santa Sofia a Costantinopoli).
Mosaici ricchi d’oro che raffigurano scene bibliche e che dalla creazione ci portano fino alla risurrezione di Gesù. Nel racconto delle varie scene è stata rilevata l’importanza di due donne Eva e Maria, due donne che hanno segnato la storia del mondo e l’importanza degli angeli.
Nelle pareti del santuario, due episodi di cui è protagonista Guglielmo II, a sinistra, il sovrano è effigiato nell’atto di ricevere la corona da Gesù Cristo, e a destra Guglielmo offre la basilica alla Vergine.
Il soffitto rifatto dopo l’incendio che ha danneggiato il duomo, a causa dell’imperizia del figlio del sacrista, Antonio di 8 anni, si presenta a due spioventi, con travature scoperte e dipinte, mentre quello del presbiterio è a stalattiti di tipo musulmano.
Nell’abside mediana, nel catino in alto, vi è rappresentata la gigantesca figura del Cristo benedicente o Pantocratore, al di sotto, seduta in trono la Madonna col bambino affiancata da Angeli ed Apostoli ed in basso la figura di Santi.
Nella navata destra sono collocati i sarcofaghi di Guglielmo I in porfido e privo del tempietto e di Guglielmo II. Nel lato sinistro si trovano le tombe di Margherita di Navarra, moglie di Guglielmo I e dei suoi figli. Sempre accanto all’artistico Crocifisso del 1400 la piccola cappella che conserva il cuore e le viscere di San Luigi di Francia.
Una nota particolare don Nicola ha riservato alla Madonna del popolo ed alla cappella di San Benedetto.
La visita si concludeva davanti l’artistico altare tutto ricoperto d’argento commissionato da mons. Testa. Bellissime le statuette d’argento di Santa Rosalia, San Benedetto, San Castrenze, San Pietro e San Paolo opere del 1771 di Luigi Valadier.
Al termine della visita il delegato vicario ha donato un’artistica medaglia della Delegazione Sicilia dell’Ordine Costantiniano a don Nicola Gaglio.

 
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